DEMETRA  O  CERERE ANTICA  DEA  DELLE  MESSI

RIFLESSIONI SULLA MITOLOGIA

Questi appunti sulla mitologia , alle sue origini, al racconto di  miti di paesi vicini al nostro ma anche  di quelli  lontani  che hanno elaborato storie simili, per l’identico bisogno che li animava, derivano dal desiderio di  spiegare la realtà e di capire e comprendere in misteri  che ci circondano. 

Il diluvio universale è presente in quattrocento miti, ma  la somiglianza è probabilmente dovuta alla diffusione di un unico racconto alla cui diffusione potrebbero avere contribuito viaggiatori , mercanti  e siano quindi poi stati rielaborati da popoli che non sono venuti in contatto mai tra loro. Ricerca storiografica di Elisabetta Mancinelli

 

DEMETRA  O  CERERE ANTICA  DEA  DELLE  MESSI

Demetra figlia di Cronos e di Rhea Cibele,  sorella di Giove  che i romani identificarono con la loro Cerere, era la dea dell’agricoltura, una delle divinità maggiori e più venerate. Demetra, protettrice  dei campi e delle messi,     in greco    “la madre Terra”, veniva venerata come madre benigna e affettuosa. Aveva un carattere semplice, una  morale ineccepibile, ed era  austera nei costumi.                                                  

Riceveva  grandi onori dagli antichi,  poichè  aveva concesso grandi  benefici     agli uomini  che  un tempo  erano selvaggi ,abitavano nelle selve, vivevano della  carne delle belve e  ignoravano le leggi e la coltivazione dei campi.                                                 La Dea  cambiò  le  loro abitudini   ; facendo  conoscere con saggia cura  la coltivazione dei campi e delle piante. In tale modo gli uomini raccolsero utili  frutti e abbondanti messi e  situarono stabili dimore nei villaggi e nelle città.

 Demetra veniva raffigurata come una matrona severa e maestosa, ma anche bella ed affabile, con una corona di spighe in testa, una fiaccola in una mano e nell’altra un cesto di frutta. Le venivano sacrificati buoi, mucche e maiali, e le si offrivano frutta e miele. Le erano sacri i papaveri, gli alberi da frutta e le spighe. 

A Roma il 12 aprile, si celebravano le feste in suo onore dette Cerealia.

Demetra o Cerere rappresenta l’energia materna per eccellenza, la vera nutrice e protettrice dei giovani Proteggeva tutti i prodotti agricoli, ma in particolar modo quelli ritenuti più importanti, le biade e i cereali.  Il suo culto era molto diffuso in Tessaglia, nella Beozia, nell’Attica, a Corinto e in tutto il Peloponneso fino ad  arrivare in Sicilia, che per la sua fertilità divenne la dimora preferita dalla dea. 

Ebbe  una figlia da Zeus : Persefone, per i romani Proserpina.                            

 Il mito del ratto della figlia Persefone 

Persefone, unica figlia di Demetra, cresceva , giovinetta felice, insieme a sua madre e le altre dee, finché un giorno, Ade dio degli Inferi non se ne innamorò e la rapì. Mentre  stava raccogliendo dei gigli in un campo,  improvvisamente la terra si aprì sotto i piedi della fanciulla, ed Ade la trascinò con sé nel suo mondo delle ombre e dei morti. Quando Demetra si accorse che la figlia era scomparsa, cominciò a cercarla ansiosamente , giorno e notte, per mari e per monti.                                                      

Ma nessuno fu in grado di aiutarla. Quando Elio, il sole, le rivelò la verità, Demetra divenne talmente furiosa da abbandonare il suo posto ed i suoi doveri sull’Olimpo e  andò a servizio da Celeo, re d’Eleusi. Mentre ella si trovava lì, la terra s’inaridì, le gemme appassirono, nessun albero fiorì o diede frutti, e l’Umanità soffrì la fame.                                               

Fu allora, che Zeus ordinò ad Ade di rimandare Persefone a casa, poiché Demetra aveva fatto  in modo che dalla terra non nascesse più neanche un chicco di grano.                                                           

Ade obbedì, ma prima di rinviare sua moglie sulla terra, fece in modo che ella ingoiasse un seme di melagrana; abbastanza da legarla al mondo sotterraneo per sempre. Quindi il dio degli Inferi stipulò un contratto con Demetra: per otto mesi l’anno, Persefone poteva vivere sulla terra con sua madre e, per gli altri quattro, sarebbe restata nell’Ade, con suo marito. Demetra fu d’accordo  ed in breve, i campi si riempirono di grano, le piante rifiorirono, la terra divenne un tappeto di fiori, e gli alberi si riempirono di frutti. Fin d’allora, tutto è verde e fertile per otto mesi l’anno. Ma per i quattro mesi, durante i quali Demetra perde sua figlia, è come se la natura fosse morta.

 
Questa antica storia mitologica   greca della grande dea Demetra  è un’evidente metafora del volger delle stagioni, ma rappresenta anche un tenero archetipo del legame tra madre e figlia.

Ricerca storiografica di Elisabetta Mancinelli

email  mancinellielisabetta@gmail.com 

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